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venerdì 17 settembre 2010


IN UN SOFFIO



Scioglimi così

senza voce né flutto

né furia di sospiri

in una fiamma informe

pena d'animo e senso

intagliami nel cuore

un Cristo Crocifisso

un'anima che vi dimori

bellezza di pietà.

Giulia 



33 commenti:

  1. Ciao Giulia!!
    Grazie per essere passata dal mio blog.
    Trovo molto interessante il tuo spazio qui e i tuoi testi...complimenti soprattutto per le creazioni con il vetro! bravissima!!

    Bello il tuo micione...anch'io amo i gatti, ne ho 4 :-)...

    Buona serata e buon weekend!!!

    Ciao,
    Sabri.

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  2. ciao...
    Amo la poesia, i gatti tutto ciò che è bello nella vita
    E poi ho amato il tuo blog

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  3. Quando si scopre qualcosa di nuovo, è sempre giorno di festa.
    Oggi è giorno di festa.
    Attraverso una sciocchezzuola, che tu benignamente hai apprezzato, ho scoperto il tuo blog, che di per sé è una meraviglia, un brillìo di faville, troppo stupendo per le mie vecchie vibrisse.
    Mi sono inserito nei tuoi seguaci; non mi interessa che tu segua me, che son nessuno.
    Seguirò te, che sei poesia e amore.
    (Per inciso, l'affaire del gatto che hai seguito, quel gatto sono io, e per sapere i precedenti devi visitare i blog di Itsas e di Stefania248: lo stuolo di legali me li stanno mandando loro, forse virtualmente, ma chissà... l'appetito vien mangiando; ma li frego, in banca ho già prenotato un mutuo di topi. Se sperano di strangolarmi con gli euri, avranno solo una camionata di ratti con cui satollare i loro bassi appetiti).
    Sono carissimi amici, e visto che costa poco ci si diverte con queste sciocchezze, che per un attimo fanno dimenticare tutto il resto).

    P.S.: senza troppa fatica mi sono fatto la fama di poco poco logorroico. Se in qualche commento dovessi risultare conciso, come minimo sta diluviando. Porta pazienza, dopo la pioggia, talvolta, viene il sereno.

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  4. Dio Santo...piccola ma intensa....tesoro qui c'è passione...quella passione del nostro interiore e amore...Bravissima.
    Ti stringo.

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  5. Grazie Angelo Azzurro
    buon week
    Giulia

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  6. Ciao Sabrina!!
    L'amore per i gatti è stata la traccia per arrivare a te, sono contenta che ti sia piaciuto il mio blog e grazie per le tue gentili parole.
    Saluti
    Giulia

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  7. Zaza è un piacere la tua visita
    un abbraccio
    Giulia

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  8. Caro Gattonero è una sorpresa piacevole, sei molto simpatico e mi sono divertita nel tuo blog, è con piacere che leggo il tuo commento, anzi con altro divertimento, simpatico davvero!!!!
    Non preoccuparti le persone che hanno tanto da dire mi piacciono molto e il tuo modo rende tutto molto accattivante!!
    Un abbraccio
    Giulia
    ps Ma quanto ti rende il mutuo di topi?!?

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  9. Carissima Frufrupina
    con questa poesia ho partecipato al concorso letterario di poesia mistica e religiosa a Cordici e sono stata premiata tra i primi cinque, volevo condividerla qui...
    Grazie per il tuo accorato commento
    Un bacione
    Giulia

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  10. Ommamma, Giulia...che carina che sei!
    Ci accomuna la DOLCEZZA!
    Oddio, scorgo un BREVISSIMO commento del GATTACCIO...non posso neanche dire bugie, uff...lui mi conosce bene!
    Va beh..il mio nome dice tutto...sono NANA come le bugie e sparo caTsate in santità!
    :D
    La tua visita in Val Gina mi ha fatto molto piacere...se passi dal bar ti offro un Tantum Rosa...
    Tanti baci...e...
    corro a compilare il modulo per entrare nel CLUB dei tuoi LETTORI FISSI!

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  11. Simpaticissima NANA hai messo le ali alla mia vita!!!!!
    Ora vado...ehm... una visitina ai Santi in Paradiso!!!!!
    Baci
    Giulia
    Ps Siccome vorrei ricambiare con un po' di humor vai nell'etichetta "sacro e profano" e leggiti (se hai piacere) "Quando Maria diventò Madonna"

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  12. Grazie Stella,
    Buona domenica
    Giulia

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  13. Vedo che la tuavna poetica si è riaccesa, ne sono felice, è un piacere sottile leggerti.
    Un bacio cara e coccole a gò gò al bel Piumino

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  14. @ Giulietta: okkio alla santa, oggi è monaca fumante, ieri, o l'altro ieri, era stagista alla stanza ovale (nel mondo ce n'è una sola), quando dice DOLCEZZA intende il tiramisù, non la dolcezza interiore come la intendiamo tu ed io e il resto del creato.
    Quanto al Tantum Rosa, da lei consigliato, dopo i primi gargarismi mi sono accorto di avere pelame vulvaceo sulle tonsille.
    Ripeto: okkio biokkio triokkio.
    (Sai qual è il bello di questo avvertissman: che è talmente santa, che queste confidenze le prende come un segno di redenzione, e ci gode come una porcellona. Però santa).
    Un consiglio, anzi no, diciamo un biconsiglio: metti un filtro ai tuoi seguaci, perché con Grace(enontidicoquant'altrocistadietrodavantidifiancodisopradisottoperchènonhafine) la serietà del tuo blog va a farsi friggere. E' la famosa ragazza che è seria perché quando la dà non ride. In Val Gina lo sanno tutti: la Grace è una ragassa seria.
    Ho già una causa in corso, una più una meno, il massimo è l'ergastolo; ma muoio prima e li frego tutti.
    Ma da Grace so già che invece dell'ergastolo mi becco un "tiamoallafollia!".
    Giulietta, poveretta, in che mani sei capitata! Ma non disperarti, nella vita c'è di peggio.

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  15. Giulia...approfitto un attimo del tuo blog per urlare:

    GATTONERO, TI AMO ALLA FOLLIAAAAAAA!!!

    [L'avevo anticipato che lui mi conosce intimamente..hahahah]

    (A dire il vero..ho in cantiere un post in cui confesserò il mio amore ad un altro uomo...va beh...io mi considero la B. del sentimento! Per scoprire cos'è quella BI dovrete seguirmi in Val GIna!)

    Giulia? Sarai mica pentita di essere passata da NOI?
    Una domanda... con "Hai messo le ali alla mia vita"..intendi dire che ti ho ricordato di andare a COMPRARE GLI ASSORBENTI?
    Hahahaha!

    Baci ricciole'...scusa l'invasione :D

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  16. @ Giulia avvisata mezza salvata!
    Spero con la mia nota serietà di riuscire a pendantare la meravigliosa "pazzia" di Grace. Compito improbo, lei è troppo fuori...
    (Commento breve, pioggia in arrivo, non bagnare le piante, ci pensa il cielo).

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  17. Ciao Giulia!Caspita che blog...è bellissimo e devo ammetterti che mi ha colpita immediatamente,brava perchè hai curato in modo perfetto la grafica e le parole..sembrano un unico elemento..splendido!Sei bravissima e questa delicatezza a me piace tantissimo!Senti un pò..il tuo Piumino è spettacolare..lo spupazzeresti per me??Grazie in anticipoo!! :)) Eccomi qui,per restare,è un onore cara Giulia.Un bacione,buona domenica! :)

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  18. Poetico il tuo post; Interessante il tuo blog; Arte e poesia a braccetto si scorgono con eleganza. Ti seguirò (Leggerò, con calma, tutti i tuoi pensieri) con entusiasmo. Il tuo gatto mi sembra un pò viziato. E' vero? Un abbraccio. Domus

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  19. Ciao..
    quando si ama tutto resta incastonato nel cuore, senza che si sia alcuna opera manuale..Complimenti per i vari post!
    Un sorriso di vita

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  20. Beautiful. I love your poetry. Thanks for stopping by my blog!

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  21. Ciao Giulia,

    sono rientrata ieri a casa dopo alcuni giorni passati a Volterra, nel mezze delle sue meravigliose colline.
    Ti ringrazio per il passaggio, ricambio volentieri la tua visita, il tuo blog di poesia e creazioni artistiche merita attenzione.

    Gabriella

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  22. Cara Fel, la poesia l'ho sempre nel cuore, è il più intimo approccio con il mio "io", grazie per essere passata, Piumino ha goduto delle coccole che gli hai mandato.
    Bacioni
    Giulia

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  23. Ciao Gattonero, tranquillo, ho con me una collezioni di amuleti anti-ogni evenienza, i conventi intrigano e anche NANA è tutta da scoprire, certo che le risposte non le mancano e nemmeno la fantasia che va a braccetto con la simpatia di cui anche tu godi da parte mia con ampi spazi... siete il "cacio" giusto in questo momento...
    Gattonero! Sei sopravvissuto allo sterminio della fine del '500 all'abbinamento dei gatti alla stregoneria e poi il colore "nero" è più "malvagio", ma denuta nella stirpe felina una vena più sottile d'intelligenza, ce l'hai una strega!?!
    Un abbraccio
    Giulia

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  24. Ciao Grace NANA, no! Non sono pentita, anzi, mi diverte molto!
    Le ali che hai messo alla mia vita sono metaforiche, (ma tu questo l'hai capito!) disponi pure del mio spazio per le dichiarazioni d'AMORE a Gattonero, tanto lui aspetta che piova per annaffiare le piante!!!! (non dovrà attendere molto)
    Un abbraccio e una preghiera (ogni tanto ci vuole)
    Giulia

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  25. Cara Shiri l'onore è anche il mio, ti ho trovata tramite Stella e mi piace molto il modo con cui scrivi e presenti le cose, la sensibilità ha fatto da calamita e sono felice di averti qui!
    Grazie per le bellissime parole che mi hai lasciato, è sempre gratificante ed emozionante sapere che comunichi qualcosa agli altri.
    Buona settimana
    Baci
    Giulia

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  26. @Domus
    è vero, confesso, il mio gatto è viziato, ma rende tutto moltiplicato, è affettuoso e morboso all'ennesima potenza, mi adora!!!!
    Grazie per il commento così bello, mi commuovo sempre quando leggo ciò che mi scrivete!
    Un abbraccio
    Giulia

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  27. @Contedelmistero
    sei irraggiungibile!!!
    Concordo, quando si ama resta tutto nel cuore, aggiungo per sempre.
    Non si dimentica MAi!!!!
    A volte non si riesce più ad amare!
    Un bacio
    Giulia

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  28. Dear Willow
    thanks for your words!
    Kisses for you
    Giulia

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  29. Grazie Gabriella,
    anche per gli apprezzamenti per questa terra, la Toscana, Volterra è molto bella e merita un passaggio, si viaggia nel tempo!
    Ho cercato un'intima "fusione" tra arte e lettere.
    Come tutte le cose, se le fai con passione nutrono l'anima, io sono sempre affamata!!
    Un abbraccio
    Giulia











    Un abbraccio

    RispondiElimina
  30. @ Giulia: di "streghe" ne ho tre.
    Per l'eventualità di ritorno al '500 (e siamo sulla buona strada, anzi siamo ancora più indietro nel tempo: in tutto stiamo ridiventando cannibali, facci caso, dalla politica all'economia, dalla vita ormai Asociale, dalla mancanza di rispetto reciproco, all'odio che nasce dal nulla e sfocia subito nel sangue... vabbé, ma non è di questo che stavo parlando, mi HAI fatto deviare), dicevo per prudenza mi sono munito di gatti a sufficienza.
    Ne ho (ne abbiamo) cinque: loro, le "streghe", li curano per amore, io li "curo" per mandarli avanti negli eventuali roghi che dovessero tornare in auge.
    Tre sono titolari del sacrificio, due sono di riserva, mai dovessero spuntare altre "streghe" inattese.

    RispondiElimina
  31. @ Gattonero
    Allora ti sei accorto anche tu dello sfacelo di questa società, pensavo di aver sviluppato una sorta di intolleranza individuale, mi ostino a scrivere mantenendo vivi i principi e valori, mi spieghi perchè mi sento come Don Chisciotte della Mancia?
    Se sei a corto di gatti o ne vuoi di riserva fammi un fischio...
    Streghe vere... il discorso cambia, ma per le mie ideologie non escludo che nel '500 sarei finita sul rogo...
    Baci
    Giulia

    RispondiElimina


Quadro dipinto su vetro da Giulia

SONO PERICOLOSE IN CASO D'URTO ?


Il fatto che la vetrata sia un mosaico di tessere di vetro la rende più resistente alla rottura, perché più elastica.
Le tessere sono generalmente piccole, lo stagno che le contorna non ne permette la caduta in caso d'urto.


Laboratorio Vetro in Arte - Stresa

Non sarà troppo da chiesa?


Spesso si teme che inserendo un vetro artistico nel proprio appartamento, l'abitazione prenda i connotati di una cattedrale.
Questo sicuramente perché le vetrate sono state utilizzate moltissimo nelle chiese e lo sono ancora. Addirittura si parla di vetrata cattedrale, mentre sarebbe più corretto dire "vetro cattedrale".
L'utilizzo delle vetrate nelle cattedrali nordiche era necessario, sia per raccogliere più luce possibile, sia per diminuire il peso che le fondamenta dovevano sorreggere.
Ma la collocazione nelle abitazioni private cambia il concetto d'uso, i disegni diventano più leggeri e sobri seguendo linee più armoniche in sintonia con l'arredamento.

LA LAVORAZIONE TIFFANY

"Tiffany" è una particolare tecnica creata da Louis Confort Tiffany, pittore e vetraio fra i principali esponenti dell'Art Noveau di fine ottocento.

Questa tecnica consiste nel tagliare forme di vetro ( anche di piccole dimensioni ) molarle con l'uso di una mola ad acqua e nastrarle con una sottile lamina di rame od ottone cosparsa di colla di pesce per farla aderire al vetro.

Unendo i pezzi come un puzzle si compone il lavoro definitivo che verrà saldato con una lega di stagno, argento e piombo.

La saldatura può essere brunita ( anticata ) con speciali acidi ossidanti che creano un effetto molto simile alle vetrate a piombo medievali.

E' una lavorazione molto "fine" con cui si ottengono risultati accurati e armoniosi, non raggiungibili con il piombo classico.

Giulia


Tutta la pubblicazione successiva fa parte della mia Tesi conclusiva della Scuola d'Arte frequentata. 1996.

STORIA DEL VETRO

In Europa nel primo medioevo le botteghe dei maestri vetrai sorgevano in località situate vicino a grandi foreste dalle quali traevano il combustibile necessario per fondere il materiale, soprattutto le felci, una volta incenerite davano origine alla potassa necessaria per la formazione del vetro.


Per questo la varietà tedesca di vetro in quel tempo (fra il verde ed il giallo-bruno) fu chiamata “vetro di foresta” mentre quella francese prese il nome di “vetro di felce”.


Nell'Asia Minore e in Egitto, intanto il livello dell'arte vetraria restava altissimo, vasi, bottiglie, coppe, piatti erano formati seguendo un sistema molto simile a quello che doveva far diventare poi famosa nel mondo l'arte dei vetri muranesi (quando il vetro era in stato di fusione si dava all'oggetto la forma desiderata usando delle lunghe pinze).


La decorazione veniva eseguita in un secondo momento applicando filamenti di vetro dello stesso colore o contrastante oppure si utilizzava la tecnica dell'intaglio; già nota da secoli sia a Roma che in Asia Minore.


L'arte islamica del vetro favoriva una grandissima utilizzazione del colore a scopo decorativo.

Il sistema usato era questo:
Smalti composti da materiali colorati a punto di fusione bassa, venivano stesi in uno o più strati sull'oggetto da decorare e poi fissati mediante una seconda cottura in forno (come ancora si fa oggi).


Considerevoli, tra i tanti oggetti che ci sono giunti intatti, sono alcune grandi lampade destinate ad illuminare le moschee, decorate con versetti del Corano datati fra il XII e il XIV secolo.


Il fatto che venivano sistemate molto alte sul soffitto, lontane dalle mani di chiunque, ha favorito la loro conservazione attraverso tanti secoli.
Giulia - (continua)


LE VETRATE DIPINTE

In Oriente, fra il X e il XIII secolo, si afferma un ramo particolare della vetreria, prima quello che riguarda le vetrate dipinte ed applicate sulle lunghissime e strette finestre e sui rosoni delle grandi chiese romaniche e poi su quelle gotiche.

Rapidamente la vetrata policroma istoriata con particolari della vita o dei miracoli di personaggi e santi si diffuse in tutta l'Europa attraverso gli ordini religiosi, in modo particolare attraverso i Benedettini che la usarono per tutte le loro chiese ed abbazie chiamando alcune volte illustri pittori per collaborare con i maestri vetrai per la realizzazione di opere stupende.
Fra le vetrate di chiese antiche, vi ricordo quelle della Cattedrale di Poitiers in Francia; risalgono al 1165 D.C. Circa.
Giulia - (continua)


Cattedrale gotica di Exeter Cornovaglia.

CHE COSA E' IL VETRO

In senso teorico è un materiale solido, amorfo (privo di forma), trasparente, ottenuto ad alta temperatura (1200/1500 C° - 1700 vetri speciali) un miscuglio di sabbia silicea e due basi, di cui una deve essere alcalina (viene impiegata soda) e l'altra un alcare terrosa (si impiega un calcare che deponendolo nel forno dà ossido di calcio e libera anidride carbonica) o un ossido di metallo pesante (piombo o zinco) e si lascia poi solidificare lentamente la massa liquida ottenuta.

A questi tre componenti essenziali vengono poi amalgamate altre sostanze con funzioni di fondenti, stabilizzanti, ossidanti, ecc.

Molto importante è anche la decolorazione del vetro che data la presenza inevitabile di alcuni sali ferrosi, si presenterebbe verdastra, (vedi le bottiglie che si usavano un tempo per imbottigliare il vino) si ripara a questo aggiungendo del biossido di manganese (comunemente chiamato sapone dei vetrai) che ossidando elimina l'inconveniente.

Il vetro così definito è detto vetro comune o vetro solido calcico. La sua composizione è molto variabile ma in media rappresentabile come segue:

SI -02=75% = NA 2 0=15% = CAO =10%

Oggi si producono almeno un migliaio di vetri diversi, destinati agli usi più disparati. Ne cito alcuni che più frequentemente si incontrano nelle applicazioni correnti.

IL VETRO CRISTALLO è un vetro di notevole brillantezza e trasparenza, nella sua lavorazione si impiegano ossidi di piombo e di potassio.

IL PIREX è un vetro borosilicato, particolarmente apprezzato per la sua resistenza meccanica e di calore.

IL VETRO DI JENA è di qualità particolarmente controllata, è un vetro contenente ossidi di zinco, bario e manganese ed è molto adatto alla fabbricazione di strumenti scientifici.

IL VETRO OPALINO è ottenuto realizzando una sospensione di piccole particelle nella massa base; poiché le particelle hanno un indice di rifrazione diverso da quello della matrice vetrosa, la luce viene diffusa e si ottiene un aspetto lattescente.

Giulia - (continua)



PRODUZIONE DEL VETRO FUSIONE

I fori per la fusione del vetro sono di due tipi, continui a bacino per grandi produzioni o discontinui a crugiolo per produzioni non rilevanti o a carattere qualitativo, normalmente essi sono riscaldati bruciando dei gas.

La fabbricazione degli oggetti in vetro può essere fatta a caldo (caso più frequente) o a freddo.

La lavorazione a caldo si effettua sulla massa vetrosa uscente dai forni e può essere automatica (riduzione in continuo di lastre, tubi, ecc.) o manuale, quest'ultima è oggi relativa a produzioni a carattere artistico o su scala artigianale.

L'operatore preleva sulla punta di un tubo una porzione di vetro fuso semiraffreddato e soffiando nel tubo aiutandosi con speciali utensili o stampi, provvede a formare uno per uno gli oggetti.

Sempre a caldo il vetro può essere stampato per ottenere oggetti come bicchieri, vasellami e simili. Gli oggetti in vetro lavorati a caldo devono essere cotti di nuovo per eliminare le tensioni interne che si creano nella massa per effetto del raffreddamento. L'artigiano si avvale in seguito delle tecniche di molatura e smerigliatura.

VETRO CEMENTO materiale composito ottenuto annegando nel calcestruzzo delle formelle di vetro; in tal modo si ottengono delle lastre impiegabili per lucernai, divisori, ecc. Può divenire addirittura strutturale nell'edilizia una volta armato.

VETRO ORGANICO termine corrente, ma estremamente improprio con il quale vengono indicate alcune resine (acriliche e viniliche) con le quali è possibile colare lastre o stampare oggetti di vario genere di aspetto molto simile ai prodotti in vetro vero.

Giulia - (continua)



Vetrofusione

LA MEMORIA DEGLI OGGETTI

Degli oggetti d'uso comune pochi sono giunti intatti sino a noi.

Possiamo però avere un'idea delle forme più in uso osservando le miniature, i dipinti, gli affreschi che venivano rappresentati con ricchi dettagli.

Così sappiamo che in epoca merovingia in Francia erano di moda le coppe fornite di piede, certe bottiglie dal collo molto lungo e dal corpo rotondeggiante, bicchieri conici ma con fondo piatto; in Germania nello stesso periodo si fabbricavano bicchieri conici con base molto stretta e decorazioni applicate a forma di piccole gocce.

Numerosi sono i trattati scritti sull'arte datati all'età medioevale, tutti interessanti per lo studio delle tecniche usate e la storia del costume.

Anche per l'età gotica sono pochi gli oggetti che possiamo studiare, numerose sono però le fonti iconografiche alle quali attingere.

In Francia grandi centri di produzione sorgevano in Lorena, in Normandia, in Provenza, presso i Pirenei, mentre l'arte vetraria assumeva una sua altissima dignità e grande amore tanto da assicurare a quanti la praticavano con particolare maestria il titolo nobiliare di "gentil homme verrier".

Giulia - (continua)


ARTE A VENEZIA

Un grande avversario si presentò all’orizzonte dei maestri vetrai francesi agli albori del Rinascimento; l’Italia.

Questa volta però non erano gli artigiani di Roma che si affacciavano alla storia dell’arte ma quelli fino allora quasi sconosciuti di una città giovane, sorta come per incanto sulle sponde dell’Adriatico; Venezia.


A Venezia erano affluiti nel corso del medioevo maestri vetrai e mosaicisti dell’Asia Minore, con l’incarico di fare della città una delle meraviglie del mondo.

Molti avevano lavorato per un certo periodo e poi erano tornati in patria, ma molti altri avevano preso dimora

stabile aprendo botteghe frequentate da allievi volenterosi, intelligenti e amanti del bello.

Non tardarono a diventare più abili dei loro insegnanti in tutte le arti decorative.


Costretti a rifugiarsi nell’isola di Murano a causa degli incendi violenti che spesso divampavano nei quartieri cittadini in cui avevano aperto le loro fornaci e botteghe.

Orientali prima e veneziani dopo, fecero dell’isola uno dei centri più splendidi del mondo, da surclassare perfino le grandi scuole alessandrine e romane.


La Serenissima Repubblica veneta cercò a lungo di impedire che i segreti della lavorazione del vetro uscissero dallo stato, i maestri non potevano assolutamente andare a lavorare fuori dal loro territorio, pena gravissime sanzioni.

Ma, vi era sempre qualcuno che riusciva a eludere la stretta sorveglianza messa in atto alle frontiere.

Quindi i segreti muranesi diventarono di pubblico dominio per centinaia di allievi che accorrevano nelle botteghe che i maestri veneti aprivano in Europa; Inghilterra, Paesi Bassi, Liegi, Francia, Spagna e Portogallo.

Solo la Germania restò estranea a lungo a questo fenomeno per un motivo molto pratico, il vetro tedesco era di natura ben diversa da quello veneto perché veniva ricavato dalla potassa ottenuta con le ceneri del legno che abbondava in quelle regioni ricche di foreste, mentre la soda usata dai maestri muranesi proveniva dalle ceneri di piante marine, con l’aggiunta di piccole quantità di biossido di manganese che eliminava scorie e impurità, questo assicurava la limpidezza e una purezza eccezionale al prodotto.

Verso la fine del XVI secolo, un tedesco, Caspar LEHMANN, portò a splendere l’arte di intagliare il vetro nel suo paese, spingendo i suoi connazionali a cercare una qualità di vetro più pura e più limpida.

Nel XVII secolo fiorirono in Germania scuole ad altissimo livello; foggiavano degli stupendi oggetti in gara con la nostra Murano e il veneto in genere.


Giulia (continua)


IL GOTICO FRANCESE

Chartres, Parigi, Reims, Laon, Amiens, Rouen, Bayeux, Evreux, sono le otto Cattedrali gotiche francesi, dedicate a Notre-Dame, la Vergine Santa e tutte costruite verso il 1130.

Congiungendo i punti delle città dove sono state costruite, si traccia sulla mappa il disegno della costellazione della Vergine ( Segno zodiacale ).

Si dice che nel 1118 nove cavalieri francesi

Partirono per Gerusalemme; non erano crociati, né pellegrini e nemmeno monaci.

Davanti al re di Gerusalemme, Baldovino II fecero voto di povertà, castità e obbedienza.

La loro missione era segreta.

In loco i cavalieri si misero a guardia del luogo su cui era sorto il tempio di Re Salomone.

Furono detti cavalieri del tempio o templari.

Ma da chi furono inviati a Gerusalemme? E perché?

I Templari dovevano scoprire una legge più misteriosa e segreta, non proclamata, ma che deteneva la saggezza e la potenza.

Possedere queste Tavole significava avere conoscenza delle norme, delle misure e dei numeri che regolavano il mondo.

Le Antiche Scritture parlano in più punti di questa Tavola della Legge che Mosè custodì e nascose e che Salomone il re della saggezza ebbe la fortuna di possedere nel proprio tempio.

I Templari tentarono di ritrovarle.

Papi, Re, Imperatori avevano organizzato diverse battute in Terra Santa, in Persia, in India e persino in Cina.

Lo stesso Luigi Re di Francia inviò esploratori in Abissinia.

Ma tutti fallirono.

Anche i Templari?

La loro missione era segreta e segreto è rimasto l’esito.

Nessuno ha le prove che i Templari abbiano trovato le Tavole delle Leggi.

Però un dubbio esiste, perché, dieci anni dopo, nel 1128, ritornarono in Francia, si presentarono al Concilio di Troyes e chiesero di entrare nell’ordine religioso.

Due anni dopo iniziarono le costruzioni delle Cattedrali Gotiche.

Ancora non si spiega perché proprio a Chartres, piccolo villaggio di cinquemila contadini; fu il più ardito luogo di culto.

Inspiegabilmente contadini, pecorai e pastori si trasformarono in muratori, carpentieri e vetrai.

In queste Chiese vi sono migliaia di statue, di scene rappresentative, di dipinti in cui si racconta la storia dell’uomo, di Dio, di Gesù, dalla nascita alle sue glorie.

Ma non c’è una sola vetrata o una statua che raffiguri la crocefissione.

I Templari rifiutavano di ammettere che l’uomo crocifisso da Pilato fosse il loro vero Cristo.

La scienza tenta di dare una spiegazione.

Giulia (continua)


IL MISTERO DELLE CATTEDRALI

Forse quello era solo un posto dedicato alle preghiere.

O forse uomini primitivi e poi quelli pre-cristiani sapevano leggere nel cielo, orientarsi col sole e le stelle, forse con una sensibilità maggiore della nostra.

Guidati da un istinto cosmico “tenta di spiegare la scienza”.

Chartres e le altre cattedrali che ripetono il segno della vergine, sorgono dove i pagani veneravano una statua di legno che rappresentava una madre col bambino, questo era il culto della terra madre chiamata anche “la Vergine che partorirà”.

A Chartres i Druidi ne fecero il centro della loro religione prima ancora che fosse nato il cristianesimo e la venerazione della Vergine Nostra Signora, fu tramandata di secolo in secolo.

La statua era collegata nella cripta più sotterranea del tempio, pellegrini valicavano monti e paludi per pregarla.

L’età e il fumo delle ceneri l’annerì.

In seguito fu nominata “Vergine Nera”.

Quando i primi cristiani giunsero a Chartres, trovarono in quella grotta la prima Vergine col Bambino, conservarono statua e cripta e sopra vi eressero un tempio cristiano.

Scendendo nella grotta pagana abbiamo 37 mt. di profondità e 37 mt. è anche la volta eretta sopra il pozzo druido.

Nei portali della cattedrale vi è una scultura che riproduce il modello della Vergine Nera e lo stesso su una vetrata.

I costruttori di queste cattedrali si tramandavano da generazione in generazione i segreti delle soluzioni tecniche, l’armonia, la scienza dei calcoli impossibili, per imbrigliare spinte e controspinte, ogive, archi e volte.

Gli architetti che costruirono quelle opere, parevano possedere un segreto e una scienza che non erano dell’occidente.

Per realizzare una volta gotica dovettero inventare una geometria che permettesse, su un semplice disegno, le interpretazioni dei volumi e dei vuoti, l’accordo di spinte e di resistenze.

I muratori, i vetrai, gli scalpellini che eseguirono le opere erano maestri e venivano raggruppati in confraternite perché da loro non trapelasse nessun segreto.

In ogni cattedrale vi era un numero magico.

Scienziati moderni hanno cercato di scoprirlo con calcoli trigonometrici.

Si è trovato che Chartres (37 mt. lunghezza del coro e 14 di larghezza, la volta è alta 37 mt. la navata è lunga 74 mt.) ha tutti numeri che sono multipli di 0,37 e questo numero è esattamente la centomillesima parte del grado del parallelo che passa per la città di Chartres.

REIMS

E’ situata 49 gradi di latitudine nord con un grado di parallelo di 71 Km, l’unità di misura è di 1.42, la lunghezza della Cattedrale di Reims è di 142 mt, cioè il doppio di 71, il suo multiplo.

AMIENS

E’ A 49,51 di latitudine, parallelo di 70 Km, ebbene l’altezza della volta è di 70 volte 0,70 mt e la lunghezza dei transetti di 70 mt.

I costruttori di quelle cattedrali conoscevano a tal punto il globo terrestre da poter scegliere la misura più idonea dei loro monumenti in modo da rispettare un’armonia tra leggi matematiche, geografiche e astronomiche?

Da dove proveniva quella loro scienza?

La Vergine Nera delle vetrate di Chartres la chiamavano Sant’Anna che tiene in braccio la Vergine Bambina, Anna ha il volto nero e tre gigli bianchi a 5 punte.

Il nero e il bianco simboleggiano il passaggio dalla putrefazione della materia alla rinascita, mentre il numero 5 dei petali è il simbolo della donna; ma Anna come madre della madre è anche il simbolo della madre terra.

Il rosone formato da 8 fiori con 8 petali, l’otto (disposto orizzontalmente) Infinito-Eternità.

La rotazione delle rose simboleggia il passaggio dello stato di imperfezione materiale a quello di completezza spirituale.

I colori dei vetri nascondono un linguaggio.

Il nero è il disordine.

Il bianco la purezza.

Il rosso la perfezione.

La loro disposizione simboleggia il passaggio dell’uomo dalla materia alla perfezione.

I rosoni delle Cattedrali gotiche rappresentano il “viaggio” dell’uomo verso la trasformazione, la ricerca di una nuova identità.

Colori, figure, disegni, hanno un loro segreto intimo che i vetrai avevano appreso dagli alchimisti orientali, che a loro volta avevano imparato da popoli e culture millenarie.

Ancora qualche colore di rito.

IL NERO le tenebre, l’assenza della luce, la morte dell’uomo, il colore del caos dove tutto è confuso.

IL BIANCO come l’alba segue la notte, la luce dopo le tenebre, il colore della purezza e dell’innocenza.

IL GIALLO colore della trasformazione.

IL ROSSO colore del fuoco che brucia la materia.

Basta fissarli intensamente, quando la luce del sole li accende, perché una strana magia li metta in movimento.

E’ facile suggestione essere trasportati.

Sul pavimento delle cattedrali gotiche è rappresentato un labirinto.

Per i pellegrini che lo percorrevano sostituiva il pellegrinaggio in Terra Santa, ma significa anche il cammino dell’uomo verso la salvezza, non è un vero labirinto, ma un percorso obbligatorio segnato da cubetti di marmo blu e bianco.

Questi percorsi venivano nel passato guidati dallo stesso Vescovo a piedi nudi nel periodo di maggiori tensioni di correnti magnetiche (famosi girotondi di Pasqua).

Questo non per penitenza, ma perché il contatto con la Terra percorsa dalle correnti benefiche fosse più diretto.

Queste specie di danze finivano sempre al centro del labirinto, lì dove l’uomo cadeva stremato, ma anche trasformato.

E tante volte gli ammalati si rialzavano guariti nel corpo e sempre nello spirito.

Giulia (continua).


Madonna Nera di Chartres
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